Il collezionista di specchi

Una superficie riflettente sufficientemente lucida da permettere la riflessione di immagini, null'altro, ma per alcuni oggetto di culto, oggetto d'arte da collezionare, da conservare e da esibire.
I primi specchi realizzati nell'antichità erano semplici lastre di metallo, spesso argento, rame o bronzo, perfettamente lucidate.
Nel XIV secolo a Venezia si producevano specchi unendo una lastra di cristallo lucidato con fogli di stagno e mercurio: i sottili strati di stagno venivano uniti al vetro tramite un bagno di mercurio ed esercitando pressione; tale processo era costoso e complesso, rendendo lo specchio un prodotto di lusso.
Nella seconda metà del XIX secolo il costo degli specchi è radicalmente calato grazie ad un nuovo processo di produzione, l'argentatura: tramite una soluzione di ammoniaca ed acido tartarico si fissano al vetro dei nitrati d'argento, ed il vetro veniva successivamente ricoperto da gommalacca.
Raro, costoso o semplicemente decorato, lo specchio, soprattutto se esposto in modo creativo e non convenzionale, può diventare un vero e proprio oggetto d'arredamento fino ad informare l'intero "spirito" della casa.









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